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Raccontate la storia della Vostra società.
Ramona Cataleta “La Associazione Dilettantistica Scherma Trani è stata fondata nel 2002, grazie all’impegno di genitori che hanno deciso di intraprendere l’avventura dirigenziale per la costituzione di una società di scherma, esperienza nuovissima in quel territorio. Io ci sono arrivata nel 2003. Da allora abbiamo sempre cercato di lavorare con impegno per ben figurare nei confronti delle altre società pugliesi: nel giro di tre anni abbiamo iniziato a costruire i primi atleti vincendo dapprima prove regionali, poi interregionali fino ad arrivare al 2008 con il titolo italiano categoria Bambine di Margherita Pappolla. Atleti rappresentativi sono stati Alessandro Donno, Giuseppe Mongelli, Adriana Lattanzi, Lorenzo Iadaresta, Biagio Capurso, Sveva D'Assisti con numerosi podi nazionali e Francesca Pasquadibisceglie, vincitrice di prove nazionali. Tra i più piccoli sono poi emersi Marco Pellegrino, Daniel Mascolo e Aleida Di Donato”.
Rosanna Fermo “L’Accademia Scherma Bari, presieduta da Oronzo Picci, nasce tre anni fa ma porta con sé una storia lunga decenni. Io sono responsabile di sala ed ho ormai alle spalle 50 anni di carriera, prima come atleta poi come tecnico d’armi. La scherma è nel sangue di tutta la mia famiglia: ho iniziato a gareggiare ad appena 5 anni col Barion conquistando numerose finali nazionali ma assieme a me anche i miei tre fratelli hanno praticato questo sport: fra di essi, Attilio ha conquistato anche un titolo mondiale. Ai tempi del Circolo Barion siamo cresciuti sotto l’ala protettrice del Maestro Mastrapasqua ed il destino ha voluto che fossi proprio io a riportare la scherma a Bari, prima sotto l’egida della Terza Regione Aerea poi proprio coi colori del Barion. Tre anni fa c’è stata la scelta importante di cambiare per dedicarmi di più alle esigenze dei miei ragazzi e così è stata fondata l’Accademia, grazie alla passione di alcuni genitori: ora vantiamo 50 iscritti ed una sede centralissima presso il Prestigioso Palacarrassi”.
La stagione schermistica sta per entrare nella fase cruciale: quali sono i vostri obiettivi?
CataletaCentrare podi nazionali ai Campionati Italiani di Riccione, mantenere la squadra di sciabola maschile in A2 e far risalire la femminile dalla B1 in A2. Vorremmo poi qualificare atleti cadetti alla fase nazionale di Cagliari”.
Fermo “Il mio impegno per il futuro si basa su due pilastri: continuare a crescere i ragazzi che mi hanno sempre seguito, formandoli anche per ricoprire ruoli all’interno della Società, oltre a ripartire dalla base coltivando il team di 30 piccoli atleti che da poco si sono approcciati a questa disciplina”.

Nella tua carriera da Maestro hai aiutato a sbocciare numerosi talenti: cosa si prova nell’accompagnare a livello umano l'evoluzione in ambito sportivo di questi ragazzi?
Cataleta “è un'esperienza impagabile, che quando arriva risarcisce di tutte le fatiche. Quando dico di cosa mi occupo non stento mai a sottolineare la fortuna che ho nel lo svolgere un lavoro che mi piace e che mi appaga. Gli atleti diventano quasi figli ai quali cerco di trasmettere, prima dell'ambizione, la correttezza, il rispetto e la voglia di confronto che questo sport ci pone come limite da superare. Se non ho voglia di confrontami ho già perso ed è la più grande pecca di uno schermidore, a mio avviso”.
Fermo “Ho ottenuto tanti risultati in questi anni, sfiorando il titolo italiano col secondo posto di Giulia Di Turi, raggiungendo molte finali nel Gran Prix, un titolo italiano a squadre con Avella, Iodice, Carofiglio e Capuano, ho cresciuto ragazzi di interesse nazionale che sono stati convocati tra gli Azzurrini e per i Giochi del Mediterraneo. Inoltre, ho fatto crescere dal punto di vista schermistico anche mia figlia, Valentina Brigida, che ha disputato diverse finali nazionali, ha partecipato a soli 15 anni agli Assoluti e adesso è arbitro nazionale. Il mio motto è: Ciò che una Maestra scrive sulla lavagna della vita non potrà mai essere cancellato; così nella scuola e così nello sport”.

Un pregio e un difetto della scherma pugliese.
Cataleta “Siamo sempre troppo pochi, numericamente. Dico sempre che la scherma è uno sport individuale che si pratica con il gruppo, senza gruppo non si cresce. Rispetto al centro nord Italia siamo fortemente penalizzati. Il pregio è il carattere che ci distingue: agli atleti pugliesi non manca mai la grinta. Sappiamo di dover faticare il doppio degli altri per raggiungere un risultato”.
Fermo “Il pregio è che ci sono tanti circoli che vantano una lunga storia, tanti e tanti anni di scherma ed esperienza. Il difetto è che, rispetto ad altre realtà nazionali, ci sono meno persone che la praticano. La scherma è considerata uno sport costoso e purtroppo sono ben note le difficoltà economiche che viviamo qui al Sud”.
Infine, che desiderio rivolgeresti – ovviamente in ambito schermistico – al Genio della Lampada?
Cataleta “Una bella sala di scherma da poter utilizzare tutti i giorni. A Trani abbiamo purtroppo l'handicap delle strutture e dopo tanti anni non siamo ancora riusciti a trovare una sala solo nostra ...”.
Fermo “Gli chiederei di realizzare i sogni dei miei atleti: vorrei che ciascuno fosse soddisfatto del lavoro compiuto e possa dare il meglio di se stesso, vorrei che ognuno raggiungesse la propria maturità agonistica e soprattutto personale. Ma se potessi esprimere anche un secondo desiderio, chiederei di poter accompagnare un mio atleta a vivere l’emozione di una competizione olimpica: mai dire mai!”.
Ringraziano le Maestre Ramona e Rosanna e diamo appuntamento alla prossima intervista

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